Quanti polsi vi siete slogati da piccoli insegnando al vostro fratellino ad andare in bicicletta? E quante ginocchia si è sbucciato prima di pedalare da solo mentre gli correvate dietro con la mano sotto la sella e all’improvviso lo lasciavate con un “Vai vai, ti tengooo!” che si sfocava in lontananza?

Ecco, se state facendo il conto, allora non faticherete a comprendere i vantaggi della bici senza pedali, il mezzo più adatto per imparare facilmente, grazia alla mancanza di un appoggio infatti insegna subito al bimbo ad acquisire l’equilibrio in modo indipendente, parte fondamentale per la futura avventura su due ruote.

Questa bici dell’auto-svezzamento viene chiamata in vari modi: balance bike, pre bike, velocipede, pedaless bike, bici senza pedali, bici dell’equilibrio, primabici per l’apprendimento pre-pedalata e draisienne per l’appunto.

In Italia non ha ancora acquistato la fama dovuta come nei paesi scandinavi e anglosassoni, i questi paesi del nord Europa sempre all’avanguardia infatti la bici senza pedali è tappa insostituibile per il passaggio alla bicicletta. Noi italiani siamo abituati da sempre al classico excursus (triciclo prima e bicicletta a pedali con rotelle poi) e ci stiamo ancora chiedendo perché stravolgere la tradizione, ma questa rivoluzione non è poi così improvvisata, il design della draisienne risale all’800, invenzione dell’aristocratico tedesco Karl Christian Ludwig Drais von Sauerbronn.

I bambini possono utilizzarla già dall’anno emmezzo e in qualche mese imparano ad avere l’equilibrio su due ruote, per potersi muovere impugnano il manubrio, seduti in sella si spingono in avanti con i piedi (push bike) alternando un passo dopo l’altro e appena presa confidenza col mezzo arrivano a correre (run bike).

Rispetto alla classica bici con pedali, dal punto di vista psicomotorio, questa innovazione senza il vincolo delle rotelle permette al bimbo di stimolare le funzioni deputate al controllo della posizione e del movimento del corpo, non solo facendogli acquisire spontaneamente l’equilibrio ma anche aiutandolo a compiere le manovre corrette per curvare e sterzare.

Inoltre, avendo imparato da soli, i bimbi avranno più fiducia nelle loro capacità motorie e si sentiranno da subito più autonomi anche nel passaggio alla bici con ruote senza rotelle. La velocità che si può raggiungere è più gestibile di quella raggiunta dalla bici con rotelle, e la frenata è affidata facilmente ai piedi (con la suola delle scarpe non le punte!).

Da non dimenticare che le rotelle, oltre stortare la schiena perché solitamente la bici pende da una parte, si incastrano facilmente in terreni sconnessi e sono d’intralcio a chi accompagna il bimbo o lo incrocia (es. su marciapiede o viottolo stretto).

Lasciando più libertà di movimento ai bimbi che possono sperimentare senza rischio di cadute (e tranquillità ai genitori) la Balance Bike è dunque la miglior alleata all’inizializzazione delle prime avventure in sella, il passaggio alla bici vera e propria sarà infatti veloce ed istintivo.

Esistono modelli che permettono di trasformare la bici senza pedali (catena e rotelle) a bici con pedali, altri in cui è possibile alzare la sella, cambiare manubrio o manopole.

Ma quali sono le migliori bici senza pedali? Meglio in legno, in plastica, in alluminio o acciaio?

Dipende dall’utilizzo che ne farà il vostro bambino: se scorrazzerà al parchetto, nelle piazze o viuzze del centro, quelle in legno dal design vintage sono le più belle e le più leggere, magari hanno una tecnologia meno performante se paragonate ad un modello sportivo, ma sono stupende.

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Se invece l’intento è quello di prepararsi alla mountain bike e quindi alla pedalata wild, allora meglio orientarsi su quelle con telaio in metallo, alluminio o acciaio, che hanno un modello più robusto e dinamico.

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Ci sono anche modelli in plastica non male, certamente è meglio evitare quelle lasciano a desiderare in robustezza, considerando che stiamo parlando della sicurezza dei nostri bambini.

Le ruote in schiuma polimerica sono indistruttibili su ogni tipo di terreno mentre quelle tradizionali con camera d’aria sono più indicate per il contesto urbano. Meglio senza freni così che il bimbo impari da solo a gestire la velocità.